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Corde di pioggia riflettono si fondono espandono la luce. Su vetri come occhi, come buttati via da qualche parte a piangere senza più palpebre e senza più ciglia e senza più guance per scivolare. Passano passano all'infinito e dove andranno dove andranno. Il sole va via pian piano e per sempre, goodbye sillabato al nero dei nostri corpi arsi, troppe lacrime da mantere nei suoi raggi. Treni binari sassofonisti note perse nei sottopassaggi. Nessuno ha l'ombrello,non sapevamo dovesse piovere. Cielo bastardo metallo freddo a un centimetro dai miei capelli, i miei occhi fumano forse perderò le mie pupille. Lo sapevi che sarei fuggita un milione di volte. E che ti avrei parlato dopo chilometri di freddo e l'umidità concentrata nelle mie ossa per farti vedere che so essere bella e affranta al punto di farti piangere. Quando ci ritroveremo pioverà più forte e io mi chiamerò col tuo nome. Via. Anche se con sorrisi languidi ti cantavo NON LASCIARE LE MIE MANI. E poi pensavo che non sarebbe stato per sempre. e poi mettevo le mani sulla bocca per trattenere baci troppo grossi. Il tempo è un bomba e noi l'abbiamo preceduto. Ma ricorda la città alle tre umida di pioggia evanescente su un pezzo di strada caleidoscopica. E il vento, quel vento in cui ho liberato i miei ti amo. E le mie labbra incrinate a palpebre appena dischiuse per scrutarti. E i tuoi sorrisi pieni di scazzo ad occhi bassi. La mia voce. Amore. Farfalla. Stella. E il tuo nome nascosto che sto invocando nel buio DAVIDE. Davide. Davide. Davide. Davide. Davide. Davide. Davide. Davide. Davide. Davide. Davide. Davide. Davide. Davide. Davide. Davide. all'infinito. Ti giungeranno. Te come mai nessuno ho amato. Little baby. Portami VIA. VIA.y. |
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