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La neve sui capelli, le mani sono nude e intorpidite dal freddo, la gauloise fuma sotto la sciarpa tirata sugli occhi, le lenti a contatto perse nel vento, invisibili nel vento. Le mie bestemmie inedite le ho pensate ad alta voce, vomitate nella mia rabbia innata, volevo due braccia, volevo due braccia sulla mia schiena, volevo un petto dove schiaffare il mio testone. Dov'è finito dov'è finito. Amore mio carissimo.Non posso più parlare, non posso più guardare, non posso ascoltare, camminare; come se stessi solo parlando, guardando, sentendo, camminando. Guarda il pianto nei miei occhi di notte, come polvere di diamante. è solo acqua bollente su pelle immobile al vento. Che brilla. Che trema. Leccami sugli occhi. Lascia che le mia palpebre bacino le tue. Io ho catturato tutta la tua poesia. Ho riposto in me tutta la tua poesia. Ti amo. Come lo sa solo il silenzio, perchè tutto l'amore è nato dal silenzio più stellato. Da un paio di occhi che non potevano fare a meno di guardare, ma mai senza vergogna. Umidi, umidi di qualcosa che neanche io so. Amore mio carissimo. Dov'è finito? Dov'è finito? Come camminare senza sapere di lui? Senza il suo amore? Senza i suoi bellissimi occhi neri? Dameli, dammeli. Li voglio baciare con tutta me stessa. Lascia che resti dentro di te, come una mano sul cuore. Non è finito niente. Niente. Lascia che canti per te. Lascia che balli per te. Ai messaggi che non ho letto per colpa di quella cacca di libero, a quelli che ho letto, a tutti i blogger, ai lettori; alle pagine che ho letto quando ero troppo ubriaca o troppo sedata, alle canzoni che ho ballato sola nella stanza piangendo e strillando rossa in volto. Alle sigarette, alle vivident, ai kleenex, alle penne profumate, al glitter sotto i miei occhi, al mio lettore, all’ hallelujah di Jeff e alla sua dolcezza, alla mia breve adolescenza e a tutto l'amore, al cappuccino di spizzico, a quello di catullo, al barista della feltrinelli, a giorgio, a mara, a mary, a lorenzo, a toby, ad anna e alla sua lontananza. A Yaya, a Lisa, a Satine, a Valentine, a Lusty, a Roberto Farneti , a Trisdisette, a tutti gli altri bogger che mi hanno percosso e soffiato dentro. alle battute porno di G., ai negozi rifugio per il troppo freddo, al troppo freddo, al troppo vento, alla pioggia, a le pon pon, al simboletto sotto ogni post che chissà da quanti sarà stato frainteso. Alle toccatine di lingua, a tutti gli uomini che mi hanno dato qualcosa, ai letti in cui ho dormito, alle strade che ho percorso, alle stelle che ho visto cadere, ai cieli che ho visto correre, ai romanzi che ho vissuto, alle immagini che ho infilato nelle mie pupille, a tutte le lettere d'amore che ho scritto, al sorriso imperfetto e splendido che ho lasciato esangue alla Sua persona. Ai suoi occhi, alle sue labbra, alle sue mani, al suo nome, come miliardi di schegge che filtrano le note più rauche quando canto per lui Vivibì. A presto*** |
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