lunedì, dicembre 08, 2003

Ed ecco che parlano.

E non li sento.

C'è musica country, ci piace, anche ora che è così impropriamente alta.

Annuisco. Quello che dicono non ha più importanza nè l'ha mai avuta.

So come leggergli la mente, si si.

E coglierne -molto alla vaga- lo spirito e il senso che è senso non nel senso letterale.

Ho pensato, a volte, mi piacerebbe se le mie labbra bruciassero

magari con più forza degli occhi che -lo so e me ne dispiaccio- non sanno fare altro.

mi sono chiesta-Dove va il vapore di tutti i pianti, caldi , flaccidi; bolliti e ribolliti ,

-magari o sicuramente- dilagati?

Ma ora come ora non importa.

Sottofondo di risate.

Preregistrate.

Giorgio, dopo più di mezza bottiglia di whisky, vomita a fiotti qualcosa di fluido fluido che sembra puro succo gastrico, io dietro gli reggo il testone e ripeto è normale guai a te se mi schizzi, lorenzo fa una sottospecie di tip tap sul posto e canta rime esasperate di un metropolitano proprioproprio exciting.

Fermi sui bordi del sottopassaggio, le luci delle macchine che sempre più esageratamente brillanti c'investono, come tutte le cosebelledellavita che passano e si perdono e si dissolvono mentre tutti nello stesso turbine, qui, fermi, si vive.

O "si esiste", o "si sopravvive", o come preferite.

Ma a me piace così.

GlassStarlet -21:29
commenti (9)



Ho traslocato. Anche se non si direbbe. Non ritornate su quei giorni. Io basto e avanzo. Non è necessario. Passo e chiudo.


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