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Halloween. Non un filo di sole. Chignon, basco e stivali. Di quelli col tacco alto dieci centimetri. Neri. Rossetto scuro "arianna" da cinquanta cents. Sulle mie labbra. Viola dal freddo e senza pelle. I negozi saranno aperti fino a tardi, spero. Sinceramente non ne ho idea. Sembra natale. Un paio di guanti rossi. Ne ho tagliate le estremità. Unghie affondate nella carne. Le ho rosicchiate. Blackcurrant e ginseng, mezzo litro di acqua bollente sulla panchina a piazza Umberto. Pare che oggi esca Harry Potter. Il quinto. L'ho saputo appena una settimana fa. Ha una copertina curiosa. Assocerei Bari al giallo plastico delle luci elettriche. Oggi è azzurra e le luci non le vedo più. Solo pallini rosa sul filo dell’acqua. Sul lungomare.Docili Seduta su uno dei 4 sedili in fondo a uno di quei vecchi autobus arancio sbiadito. Il numero due. Poggio la testa sulla linea di gomma ai bordi del vetro. Non voglio voltarmi per vedere chi ho di fianco. Mi beccherò un torcicollo. Pazienza. Ma se esci agghindata come me oggi di solito ti lasciano in pace. Sono stanca. Non mi va di restare in piedi. Sono un vecchio biscotto. Moscio e tanto dolce e odoroso. Calpesto i gusci delle uova attorno il castello. C'è Una cortina spessa. LSD nel caffè serale che non ricordi di aver aggiunto. Bisbigli nell'orecchio. Allucinazioni. Non capisco nulla. Sembra che la città complotti alle mie spalle. In un altro mondo E le parole rigurgitano e si mischiano come acqua bollente. Fumano. Fredde. Ingannevoli. Stop. A te ciò che io dico e cosa credo non interessa più, L. Non ha importanza. Neanche per me. Desidero. Al mio fianco. Il tuo cuore pulsante. Voglio ascoltarne il rumore dei passi. Mangeranno anche me come trombe d'aria. Impietosi. "so che andrai così lontano che un bambino senza volto s'innamorerà di te" I tuoi orizzonti. Vasti. Voglio raggiungerli. Perduta, altrimenti. Questa è la strada che ho scelto. Passi di piombo. O d'acqua. O di sangue. Ira. Guerra. Nervi. Colpi. Ho amato visceralmente tutti i poemi epici. Furono la mia ossessione per quasi 3 anni. E non a caso l'iliade era il mio preferito. Che nessuno ci tocchi. E' nauseante. Sentire la gente parlarti con voce tremante e gli occhi allucinati. Bisbigliarti all'orecchio. Ripeterti. La solita nenia stucchevole da far vomitare. Mi fai un favore? E dai e dai e dai. Ho una pietosa paura di uscire. In questa ultima settimana un ventenne mi ha proposto di partecipare ad incontri erotici o orgie. Un ultracinquantenne mi ha chiesto di fargli una sega per 15 euro. E un altro bucomane mi ha seguito per un centinaio di metri. Ciao bella Non ho aperto bocca. Mi vergogno. Sto stringendomi alla stufa. Voglio bruciarmi per davvero. Canto una canzone. refrain I'm sorry Non chiedetemi le strofe. Non le canterò. Mi vergogno. E' soltanto volgare cacofonia. Verde. Io non so cosa significhi davvero. Non lo avrei usato, altrimenti. Mi rilassa. Nient'altro. ( Sono stanca. Forse è per questo.) |
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